Perché gli eletti potranno risultare peggiori degli elettori

Il paradossale fenomeno che sembra apportare acqua al mulino della saggezza popolare con il detto: “le apparenze ingannano”… grazie alle scelte della Raggi, finalmente sta attirando l’attenzione di operatori della stampa. 

            Potrà capitare per la scelta di un partner (una delle tante storie di questo genere mi toccò osservarla quando ero laureando  a metà degli anni ’50)  ma pure per un socio, nonché in politica, dove non rappresenta un’eccezione che gli eletti potranno risultare peggiori degli elettori.

            A partire dalla fine dell’800, con le prime osservazioni sulla personalità considerata in un contesto relazionale gruppale, l’indirizzo di pensiero che va oltre la tradizionale ottica individualista si è arricchito sempre più con l’apporto di eminenti studiosi.

            Con Kurt Lewin viene introdotto il concetto di dinamica di gruppo. Ma è da un’osservazione di Wihlelm Bion che si può spiegare il tema di questo articolo, ossia che ad essere espresso come leader carismatico di un gruppo sia il membro più disturbato.

            Una più puntuale spiegazione di un tale paradossale fenomeno la possiamo avere grazie alla conoscenza sulle dinamiche transpersonali su cui la Ricerca eco-psicosociale ha centrato una particolare attenzione sin dai suoi inizi.

            In pratica avviene qualcosa di analogo a ciò che si verifica nella dinamica del gruppo famiglia con l’espressione del paziente designato, ossia del componente che svolge, di solito a sua insaputa, il ruolo di indicatore e amplificatore del  problemi,  altrettanto  ignorati a livello conscio, della coppia coniugale. Detto in termini più accessibili per il lettore non iniziato, tale soggetto si comporta come un accumulatore delle tensioni psico-emotive  e come una spugna dei problemi dei familiari.

            In effetti, poiché i correnti metodi di allevamento della prole umana tendono a che i figli si conformino a criteri di accettabilità e, più ambiziosamente, di etero-stima, ne consegue che tante autentiche naturali istanze vengano represse.

            Così come avviene per il magma, qualora manchi uno sfogo vulcanico, che genera i terremoti, in modo analogo si verifica per condizioni di eccesso di tensione nervosa (di overloading). 

            A premere verso una tra le più sofisticate modalità per venir fuori tramite un alter ego, sono i sensi di colpa, per es. di una persona gelosa, con  il  gioco transazionale: “Ti ho beccato figlio di puttana!” (v. di Eric Berne:” A che gioco giochiamo”).

Clamorosamente ne è stato vittima Giacomo Puccini. La gelosissima moglie, che verosimilmente mossa dai suoi repressi sensi di colpa per aver lasciato il marito e due figli per andare a convivere con l’allora giovane studente al Conservatorio, Puccini. Per assisterlo, durante la degenza a domicilio, per una frattura a una gamba, gli aveva procurato come cameriera una ragazza del luogo che  divenne bersaglio feroce della sua gelosia, sino al punto da indurla al suicidio.

            Tra le vie di sfogo tramite alter ego, quelle che vanno da ruolo del paziente designato a quello del membro più disturbato espresso da un gruppo ( v. di Wilfred: Bion: “ Esperienze nei gruppi”), nonché di un collaboratore.

            Siccome tale materiale represso nei profondi meandri dell’apparato neuropsichico si accompagna a cariche  bioenergetiche, queste tendono naturalmente verso un loro impiego per alimentare funzioni fisiologiche oppure, allorché in eccesiva tensione, verso uno sfogo, come  il magma sotto la crosta terrestre.

            Sembrerebbe così che non vi sarebbe alcun problema se a riemergere fossero “autentiche naturali istanze” e queste fossero assolutamente “buone” anche  eticamente. Intanto ciò che è naturale non è eticamente né buono né cattivo, è a-morale e la forza con la quale emergono sarà tanto più connotata da aggressività violenta o da istanze primordiali naturalmente funzionali alla sopravvivenza quali per es., comportamenti predatori, quanto più è stato forte il modo con cui è stato esercitato il potere repressivo.

            Inoltre questi istinti sono prevalentemente funzionali alla sopravvivenza. Tra cui quelli che sottendono comportamenti predatori, rapporti strumentali, alleanze opportuniste, agguati e via di questo passo. Per giunta, la loro espressione potrà coincidere con quella dei comportamenti oppositivi della lotta per l’identità (v. fase dell’opposizione e dei dispetti), quindi in modo ulteriormente contro le attese perbenistiche degli adulti.

            Detto così sembrerebbe che la soluzione dovrebbe essere quella di aumentare la severità delle leggi e delle istituzioni contentive, nonché rinunciare a una forma di governo democratico a favore di un sistema dittatoriale.

            Per quanto al momento possa apparire utopico, la soluzione più razionale dovrebbe essere quella di motivare un crescente numero di cittadini ad avviare a soluzione (magari mediante la partecipazione ad appositi gruppi)  i quasi immancabili problemi acquisti in seno alla famiglia di origine e di provvedere al superamento di un’eventuale condizione di analfabetismo politico.