Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, Canto XVI)
“Summum ius, summa iniuria”  (Cicerone  De Officis, 1, 10, 33)

Come mai nonostante le leggi promulgate persistono irrisolti pressanti nodi sociali, da quello dell’atavica corruzione ad altri incancreniti, quali lo sfruttamento della prostituzione, il narcotraffico, la gestione delle malattie mentali, la violenza su donne e bambini, le dipendenze patologiche che sconvolgono l’economia familiare (i giochi d’azzardo, le ludopatie), il bullismo e i “giochi estremi”, l’insensato sfruttamento delle risorse naturali, l’abusivismo edilizio, gli incendi?

Per affrontare razionalmente la risoluzione di un qualsiasi problema di tipo comportamentale, bisogna conoscere le condizioni ambientali e i fattori specifici che lo hanno generato e fatto crescere all’interno del “sistema famiglia”.
Per la prevenzione di molte psico-patologie sociali servirebbero opportune conoscenze, corretti strumenti educativi e il necessario coinvolgimento dei genitori. Per la soluzione dei comportamenti antisociali fondati su norme giuridiche risalta la mancata correlazione tra matrice dell’evento e corrispondente punizione legale.

La Ricerca Eco Psico Sociale (REPS), si è impegnata a rilevare i motivi del fallimento di tanti tentativi, da quelli messianici, rivoluzionari e palingenetici, a quelli militaristi. Cruciale risulta il momento in cui due individui decidono di formare una famiglia, mettendo a confronto l’assetto neuro-psico-emotivo della personalità dei due partner incluse le relative motivazioni ed il proprio sviluppo comportamentale in seno alla famiglia d’origine.
Il criterio decisivo, comunemente ritenuto valido, è quello dell’essere innamorato/a:  se determinato da  colpo di fulmine per amene sembianze e sentimenti,  nulla di più precario, ingannevole quindi controindicato.

Occorrerebbe che gli aspiranti genitori avviassero e risolvessero i quasi immancabili problemi acquisiti in seno alla famiglia di origine che, sia pure con le migliori intenzioni, potrebbero interferire con la loro futura funzione educativa, che dovrebbe essere maieutica e favorire le potenzialità evolutive della prole; invece, nella realtà, i genitori umani, a differenza delle altre specie, tendono a imporre un loro progetto e le loro aspettative al proprio figlio/a.
Il conseguente contrasto, rischia di generare una condizione di base disturbata da tensioni conflittuali, esasperati dal cambio generazionale. Una condizione di vita intra-familiare, costellata da atteggiamenti ribelli ed incomprensioni che caratterizzano ed esasperano i fisiologici comportamenti della fase dell’opposizione e dei dispetti; che sono naturalmente funzionali alla verifica delle proprie possibilità e dei limiti decisionali, nonché al raggiungimento di una personale individualità, in condizioni psico-emotive comprese tra un’apparente adeguamento e le menzionate narcisiste/autoritarie direttive genitoriali.

Si dovrà pure tenere in debito conto che i metodi troppo autoritariamente direttivi-impositivi  in  qualcuno dei figli potranno dar luogo ad altri danni sulla sua personalità,  tra l’altro quello di essere succube di bulli, alla ricerca di qualcuno che lo diriga, condizionato a ricercare l’attenzione mediante  maltrattamenti che coattivamente tenderà a provocare. Si promulgano  spesso leggi senza valutare la vera origine del problema da risolvere, creando così conseguenze psico-socio-patologiche.

Occorrerebbe la consapevolezza che la mancanza di empatia verso i bisogni dei cuccioli d’uomo potrà dar luogo alla “fame di mamma” che potrà permanere per tutta la vita. Tale condizione si potrà manifestare con atteggiamenti e comportamenti che, fisiologicamente, connotano i rapporti della prima infanzia, quali : dipendenza affettiva  da una sola persona; possessività  e tendenza all’appropriazione sino a ricorrere alla corruzione;  invidia e gelosia; strumentalità per cui l’altro, beni (quelli  ambientali naturali compresi) sono considerati in funzione della soddisfazione immediata dei propri bisogni; mentre, psico-somaticamente, ne potranno conseguire: disturbi alimentari, quali bulimia e anoressia.
Vengono trascurati gli ostacoli emotivi e normativi del genitore all’interno della propria famiglia, il condizionamento religioso e socio-culturale che determinano il comportamento dei genitori che si sentiranno autorizzati ad esercitare un regime dittatoriale e affettivamente ambiguo con i loro figli.

Le tante problematiche familiari generano molta preoccupazione nella popolazione, tali da pressare i politici, che per gratificare tempestivamente i loro elettori, spingono i legislatori ad imboccare ingannevoli scorciatoie; smarrendo così la strada maestra che avrebbe portato a una più congrua soluzione.
Perfino il primo Presidente effettivo della nostra Repubblica, Luigi Einaudi, rilevò come le nuove leggi varate per riparare errori di quelle precedenti non garantivano l’esito atteso. Egli esemplificò con la metafora di chi continua a rattoppare un vestito logoro, col risultato di rendere irriconoscibile la stoffa originaria.
Per risolvere e contrastare un delitto come ad es. il femminicidio è fondamentale comprendere le origini del fenomeno; dalla REPS emerge che alla base dei comportamenti violenti contro una partner vi sia la mancata evoluzione del rapporto simbiotico madre/figlio.        

Pier Luigi Lando,  in collaborazione con la collega Anastasia Carcello e la psicologa Laura Cardia

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