La pattumiera neuropsichica può smaltire il materiale rimosso o represso mediante: uno sdoppiamento della personalità del tipo Dr. Jekill – Mr.Hyde; la paradigmatica coppia Pinocchio – Lucignolo oppure per interposta persona.

Per affrontare questi complessi fenomeni ci si richiama all’affermazione freudiana:”l’Io non è padrone in casa propria”, giacché il su menzionato materiale represso o rimosso è sfuggito dal livello della consapevolezza.  Tra i più significativi esempi di quanto appena accennato: quella che nelle “Metamorfosi”, Ovidio constata su se stesso : “Video meliora, deteriora sequor”;  la confessione di Paolo di Tarso che lamenta la discordanza tra la carne e lo spirito, ossia, in attuali termini psicodinamici, il conflitto tra conscio e inconscio.

Sono le connesse cariche bioenergetiche del represso o del rimosso che premono decisamente per venir fuori aggressivamente contro  persone o cose, oppure investendosi, implosivamente, dando luogo a reazioni e patologie psicosomatiche. WiIfred Bion, a proposito di materiale che dall’inconscio può disturbare il gruppo di lavoro parla di assunti di base.

Quanto precedentemente sostenuto, nel caso di Mr. Hyde e Dr. Jekyll, si mostrerà mediante un’alternanza tra momenti in cui emergono comportamenti consapevoli e conformi alla mentalità comune e quelli della spazzatura, alias panni sporchi che, specialmente oggi, non avendo valore per tutti il tradizionale ammonimento che i panni sporchi si dovrebbero lavare in casa, si lanciano per aria, coram populo, attraverso la TV e i Social.

La combinazione relazionale Pinocchio – Lucignolo rappresenta, statisticamente, una costante. La visione centrata sulle dinamiche transpersonali scatena resistenze e rimane ignorata perché  rimetterebbe in discussione il  ruolo di corresponsabilità di ciascuno di noi e ogni aspetto della nostra tradizione: dai criteri di valutazione dei nostri simili sino all’attuale assetto istituzionale. Insomma ne conseguirebbe un inedito palingenetico cambiamento epocale (da qui la provocatoria proposta di questa utopica ricerca: “Punto e a capo – iniziamo da una generazione” da allevare al lume di attuali conoscenze umanistiche e neuro scientifiche).

Tale visione ci darebbe nuove chiavi di lettura per spiegarci fenomeni come quelli indicati nel titolo, in specie perché le apparenze possano ingannare e tanti problemi, nonostante secolari tentativi (da quelli messianici a quelli ideologico-politici) si ripresentano perfino più complicati.

Se tanti conturbanti fenomeni che ci assillano da sempre sono dovuti a traumi neuropsichici e a carenze e traumi compresi nella locuzione “fame di mamma”, che tra l’altro può avere un ruolo determinante per delitti in cui l’oggetto del desiderio sia il denaro (già considerato come oggetto transizionale), occorrerà andare oltre ciò che tradizionalmente è stato adottato per combatterli (v. “Femmininity is the future of Humanity”).

Per quel che  riguarda la “fame di mamma” che si traduce in  cupidigia, sino al punto da perpetrare orrendi crimini per denaro, Seneca, riprendendo l’invettiva del verso virgiliano, la apostrofa così: “Quod non mortalia pecora coges, auri sacra fames (esacranda fame dell’oro, a che cosa non spingi gli animi degli umani a perpetrare!)”.

Per  il versante preventivo, obiettivo privilegiato dalla ricerca eco psicosociale, si ricorda la citazione di Tiziano Terzani: “Il problema del terrorismo non si risolve uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali”. Ma la prevenzione non remunera in tempi brevi, tali da fungere da pavloviano “rinforzo” mentre toglie occasioni di guadagno.

In definitiva, se si pone mente al fatto che più o meno tutti noi, appartenenti alla specie di uomo potenzialmente sapiens, a  nostra insaputa, finiamo per incappare in dinamiche intrapsichiche e interpersonali, per cui ci troviamo impigliati in conseguenze anche molto spiacevoli, apparirà sempre più assurdo e inaccettabile che le conoscenze su fenomeni come quelli su accennati rimangano monopolio di addetti ai lavori. Ovviamente non si tratterebbe di avere conoscenze come quelle del Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia, ma almeno di quelle che da anni stiamo cercando di divulgare. Quindi, prima di mettere su famiglia o impegnarci in attività che ci rapportano con soggetti in età evolutiva, dovremmo sviluppare una certa responsabilità, magari mediante la partecipazione a gruppi sociali, quali gruppi di discussione, di cambiamento sociale ecc., al fine di una sufficiente consapevolezza di dette dinamiche, il che ci consentirebbe di avviare tempestivamente a soluzione i quasi immancabili problemi acquisiti sin dai primi tempi di vita.       

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